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L’importanza dell’alimentazione con prodotti di stagione e del territorio

di Laura Crestan

Normalmente in caso di disequilibrio o malattia la prima cosa che si pensa di fare è quella di rivolgersi ad un medico, farmacista o erborista.

Ma la salute vien mangiando e nonostante l’alimentazione corretta sia l’unico modo serio e veramente efficace per mantenerla, l’uomo si comporta come se non fosse strettamente collegata ad essa, ma ne fosse una variabile indipendente.

Manipolazioni sociali ci spingono a consumare alimenti senza pensare alla salute e una volta malati a spendere soldi in farmaci senza pensare agli alimenti. L’uomo non può mangiare ogni sorta di cibo senza gravi inconvenienti, un’alimentazione inquinata, squilibrata per quantità e qualità, non può che indurre ad una debole energia e vitalità. Al contrario, un’ alimentazione con un buon equilibrio vitale procura uno stato di salute soddisfacente.

Secondo studi recenti la salute dipende per il 35% dall’alimentazione, 35% dalla cura dell’intestino, 27 % dall’attività fisica e solo per il 3% dall’utilizzo di farmaci. Nonostante numerose pubblicazioni abbiano più volte ribadito quali comportamenti siano preferibili per prevenire le malattie e mantenere il benessere, nella nostra società viene fatto l’esatto contrario: 73% utilizzo di farmaci, 9% alimentazione, 9% cura dell’Intestino e 9% attività fisica.

Ma cos’è un alimento?

Si definisce alimento qualsiasi sostanza in grado di fornire materiale energetico, materiale plastico e materiale catalizzante le reazioni metaboliche. Quindi per alimento si intende ogni sostanza i cui elementi si possono trasformare in tessuti e fluidi del corpo (funzione plastica) per essere utilizzati nell’esercizio delle funzioni dall’organismo (funzione energetica).

“La nutrizione perfetta implica l’assimilazione delle sostanze nutritive da parte delle strutture del corpo senza la minima eccitazione, senza alcun turbamento o impressione: fattori che potremmo riunire sotto il nome di stimolazione. Di conseguenza ogni stimolazione è l’opposto della sana nutrizione. La stimolazione è una fonte di inutile consumo e di sperpero di energia vitale” Dr. Trall

E’ riduttivo parlare di alimenti nutrienti in quanto il potere nutritivo dipende da vari fattori come la modalità di cottura, la qualità della digestione, la condizione d’animo con cui si mangia, la vita del soggetto, la costituzione fisica-psichica e la condizione di funzionalità dei sistemi organici.

La qualità del terreno biologico si presenta come punto di partenza per una nutrizione ottimale, non bisogna commettere l’errore di pensare che introducendo un alimento migliore di altri di conseguenza sia migliore pure la nutrizione. Il corpo è in grado di utilizzare più o meno qualsiasi cosa, ma la classificazione in cibo buono o cattivo dipende dalla maniera in cui l’organismo usa le proprie energie per apportare nutrimento a livello cellulare.

La varietà dei cibi

E’ indispensabile consumare cibi molto vari per fornire al nostro organismo tutti i nutrienti necessari e per contrastare l’insorgere di intolleranze spesso dovute all’abuso di un determinato prodotto. Non a caso le sostanze che creano più intolleranza al giorno d’oggi sono proprio quelle contenute maggiormente negli alimenti anche in modo occulto: la soia, il glutine, il lievito,ecc.

L’acquisto di prodotti locali

verduraAcquistando principalmente prodotti del proprio territorio si evita molto inquinamento inutile dovuto al trasporto, inoltre, il prodotto acquistato di origine locale, non avendo dovuto fare lunghi viaggi, ha meno probabilità di essere stato addizionato con conservanti, antimuffe, pesticidi e altre sostanze nocive.

La frutta e la verdura del proprio territorio non hanno bisogno di essere colte ancora crude ma possono raggiungere un’adeguata maturazione.

E’ importante evitare di comprare le verdure già confezionate in busta di plastica e le verdure o frutta già tagliuzzate perché hanno perso già gran parte dei loro nutrienti, sono state probabilmente addizionate con conservanti e hanno ben poco di buono da donare se non ulteriore plastica da smaltire. I prodotti della propria terra sono i più adatti all’organismo in quanto il terreno e l’atmosfera condivisa è la stessa.

L’acquisto di prodotti a km zero permette uno sviluppo sostenibile mentre i cibi di importazione, sono spesso il frutto di mode passeggere e obbligano i produttori a coltivazioni intensive che impoveriscono i terreni di fattori vitali. E’ vero, molti prodotti come le spezie risultano avere un effetto molto positivo sull’organismo, ma le dosi consumate dovrebbero essere inferiori a quelle dei prodotti autoctoni.

La stagionalità

La natura non lascia nulla al caso, e ogni stagione ci fornisce frutta e verdura adatti al periodo.

L’acquisto dei prodotti stagionali porta con se due vantaggi importanti: riduce i costi e aumenta la salute.

D’estate, quando il caldo porta a consumare molti liquidi e minerali, la natura ci fornisce frutta e verdura ricchi di acqua e sali minerali.

Le verdure invernali invece, ricche di vit K, sono indispensabile perché il calcio venga fissato nell’osso anche in inverno, quando il sole è meno presente e quindi le persone hanno più difficoltà nel produrre la vit. D.

Tanti non sanno che molta della verdura comprata normalmente nei supermercati, specialmente se fuori stagione viene cresciuta tramite coltura idroponica, un tipo di coltivazione in serra, su acqua addizionata con antimuffe e pesticidi. Un insulto alla natura. Ricordiamoci che i nutrienti dei vegetali vengono prodotti grazie all’energia che arriva dal sole e la fotosintesi clorofilliana; in verdure che non hanno mai visto il sole cosa mangiamo?

Pasto semplice

Spesso si crede che un pasto corretto debba prevedere primo, secondo, contorno, frutta e pane (magari anche il dolce); in realtà ogni tipologia di cibo richiede enzimi diversi per essere digerito ed assorbito, quindi l’ideale sarebbe consumare un solo tipo di piatto preceduto costantemente da verdure.

I cibi mal associati possono dare fastidiose fermentazioni specialmente quando il pasto ha l’usuale composizione di primo piatto, secondo e frutta. Cibi diversi necessitano di specifici enzimi per essere digeriti, ogni enzima si attiva ad un livello di ph preciso. Se due cibi che necessitano di enzimi e ph differenti arrivano contemporaneamente nel nostro tubo digerente, potrebbe crearsi un conflitto con conseguente mal digestione.

I residui dei cibi non ben digeriti innescano nello stomaco e nell’intestino dei processi fermentativi e putrefattivi con sviluppo di gas e di altre sostanze tossiche che in parte possono essere riassorbite e passare in circolo. La conseguenza di tale autointossicazione è l’ indebolimento delle difese organiche, che spiegano nella maggioranza dei casi l’insorgenza di disturbi quali farigiti, tonsilliti, bronchiti, otiti, cistiti, vaginiti ecc.

In aggiunta abbiamo i ben noti segni di mal digestione come cefalea, bocca impastata, gonfiore addominale, sonnolenza post-prandiale, stipsi e cattiva utilizzazione dei principi nutrizionali.

Perché le verdure crude prima del pasto?

Nell’organizzazione di ogni pasto la prima cosa a cui pensare è la preparazione di una insalata con crudità di stagione e solo in seguito a qualche alimento da abbinare. Le verdure andrebbero preferibilmente consumate crude prima del pasto perché regolano la glicemia, danno senso di sazietà prolungato, aiutano a digerire meglio grazie agli enzimi presenti che garantiscono un miglior assorbimento, evitano la fermentazione, diminuiscono la probabilità di allergie ed intolleranze perché allenano il sistema immunitario facendolo incontrare con potenziali allergeni in un ambiente sicuro. Stiamo parlando di verdure possibilmente biologiche, così basta un risciacquo per consumarle anche con la buccia.

Perché scegliere i cerali integrali?

I cerecerealiali integrali innalzano le difese immunitarie, hanno azione antiinfiammatoria, prevengono il diabete, fanno diminuire il grasso addominale.

Non dimentichiamo mai una certa flessibilità a tavola! Nel caso di un individuo con sindrome da colon irritabile per esempio, potrebbe essere una buona idea utilizzare dei cereali parzialmente integrali il primo periodo finché non venga ridato un certo benessere all’intestino. I cereali senza glutine sono: riso, miglio, grano saraceno, avena (talvolta contaminata, attenzione!) quinoa, amaranto.

Il pane di segale di pasta madre

Il pane bianco rientra nella categoria dei prodotti da forno industriali e pertanto non è consigliabile il suo consumo, sia per la presenza di farina raffinata e glutinizzata sia per il contenuto di lievito di birra.

Per questo, a chi ama il pane, si consiglia di sostituirlo con il pane di segale di pasta madre. La pasta madre rallenta l’assorbimento degli zuccheri della farina, previene le allergia e celiachia, gonfia meno, i minerali presenti nella sua crusca della farina di segale vengono meglio assorbiti, alimenta la flora batterica buona e contiene fibre solubili ad azione emolliente antiflogistica. Il pane di segale di pasta madre consumato a colazione (anziché fette biscottate o biscotti) permette di arrivare più facilmente a pranzo.

Virtù dei legumi

I legumi sono le proteine meno acidificanti, sono ricche di ferro, hanno basso indice glicemico, sono ricche di fibre solubili, prevengono disturbi della menopausa e la proliferazione tumorale.

Succhi centrifugati : ripulire e reintegrare

succhiI centrifugati di frutta, verdura e ortaggi freschi maturi, sono il tonico più naturale altamente disintossicante, vitaminizzante e mineralizzante.

Per ottenere il massimo dell’efficacia, è sempre meglio preferire prodotti coltivati biologicamente, in questo modo non servirà sbucciarli e basterà sfregarli accuratamente con acqua o con l’aiuto di una spazzolina.

Il grande vantaggio dei centrifugati è che apportano moltissimo nutrimento con un minimo sforzo organico. Le combinazioni possono essere fatte tra frutti e verdure di vario tipo, rispettando sempre la stagionalità.

È consigliata ogni tanto una giornata di digiuno a succhi per depurare e reintegrare l’organismo, possibilmente in un giorno di ferie e relax come il sabato e la domenica. Sia prima di iniziare la giornata a succhi, sia alla fine, si consiglia di fare almeno uno o due giorni solo con pasti leggeri di frutta e verdura così da accompagnare il processo senza dare scosse brusche all’organismo.

È importante tenere presente che nella fase iniziale le tossine accumulate nell’organismo vengono espulse: perciò quando si cambia tipo di alimentazione e quando si utilizzano pratiche riarmonizzanti naturali, si possono manifestare reazioni di disintossicazione da parte dell’organismo come l’aumento delle secrezioni bronchiali, genito-urinarie, nasali, mal di testa, stanchezza, riacutizzazione dolori, manifestazioni cutanee come foruncoli, ecc.

Possono inoltre ricomparire disturbi passati, soprattutto se sono stati repressi. Tutto ciò va considerato positivamente perché tali reazioni indicano una buona risposta dell’organismo che vive una crisi di disintossicazione. Ristabilito l’equilibrio si avvertirà mente libera, energia e voglia di vivere.

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2019-09-03T15:59:08+02:00